venerdì 26 ottobre 2007

fundel

Settimana delirante, questa appena trascorsa!!!
A parte la temperatura glaciale e l'onnipresensa del parapieuva ad infradiciare scarpe e zainetti scolastici, ad onore del vero, ho finalmente compreso che la vita spesso prende per i fondelli.
Tentativo n.1: comunicazione interpersonale.
Dopo 4 settimane, risulta sempre più vano il tentativo di iterazione con taluni personaggi che totalmente proiettati del mondo di soap operas e baggianate varie e perso EVIDENTEMENTE il contatto con il reale, ti fissano con sguardo vacuo e assolutamente appannato, confusi nei loro deliri di medici claudicanti a cui si rivolgono durante lo svolgimento delle puntate (assurde e quantomai noiose).
Se poi si esce dal teleschermo si ritrova un mondo fatto di paradossi e frasi fatte, dove si apre bocca per dare fiato ai polmoni senza alcun tentativo di sforzo intellettuale.
Che poi non è che ci sia qualcosa di male. In effetti di fronte alle incombenze della vita spesso è più facile spegnere il cervello.
Tentativo n.2: gestione delle risorse umane.
Se si pensa al tempo che si spreca a far nulla, quando ci si mette sotto si amplifica l'azione a dispetto del risultato. Ma quando si pensa che il risultato sia dignitoso, arriva qualche personaggio che ti tira la mazzata dicendoti che hai spercato un sacco di tempo comunque. Perchè quello che hai fatto non serve a nulla. Perchè LEI ha cambiato idea. E sebbene tu l'abbia implorata per mesi di dirti il come e il perchè, LEI si sveglia solo ora a dirti cosa devi fare. Tutto il contrario di prima.
Tentativo n.3: organizzazione
Si parte con mille chiamate per organizzarti la settimana infernale, e giù di cellulari squillanti (tutti e due). Poi scopri 3 ore prima che salta tutto perchè i soliti paccusi hanno di meglio da fare...ma chi te li rimborsa tutti quei soldi???

giovedì 18 ottobre 2007

Il bello di...


Il bello di Palazzo Nuovo è che se ti siedi su una delle fredde panchine del luogo, rischi di rimanerci per ore a squadrare le gente che ti passa davanti. Per fortuna ci sono LORO che donano letterale colore all’ambiente dai toni grigiosi.
C’è il metalluso con le borchie, il dark vampiresco bianco e nero come un film muto (e tendenzialmente tale nella loquela), il punk cresta-di-ferro di colori sgargianti, la svariona a righe e a quadretti con i sandali alla francescana e l’anello al naso, lo svario rasto-dub con l’immancabile djambè e una chioma annodatissima, la secchiona con la calzamaglia bianca e le gambette a stecco, la fighettina tutta Louis Vuitton, D&G, Gucci, ma con il calzino bucato (forse---mi piacerebbe vedere!!!!), il truzzo con le sopracciglia rifatte, l’ anarchica, il rapper, la tamarra-rasatina mix tra grunge, psichedelico e house minimal chic…
Il bello di Palazzo Nuovo è che se hai fretta, ti trovi una fiumana di gente che ti pesta i piedi e ti taglia la strada, che ti ferma per chiederti cose folli stile: “come si fa ad arrivare al secondo piano??” proprio di fronte agli ascensori, che ti chiede se hai del fumo, che fa amicizia per una monetina scambiata.
Il bello di Palazzo Nuovo è che se cerchi qualcosa tendi a non trovarlo mai, ma se non cerchi nulla è il posto ideale. Infatti se NON cerchi un posto a sedere nelle aule dalla 6 alla 15, ti accomoderai per terra o direttamente in corridoio tra le palline di povere svolazzanti. Se NON cerchi un libro, ti va bene, perché tanto non lo troveresti e se mai lo trovassi sarebbe monco e smangiato dai topi.
Il bello di Palazzo Nuovo è che se vuoi prenderti un’influenza per scampare alle incombenze sgradite della vita, hai la certezza di riuscire nel tuo intento. Oltre alla fiumana di malati che gravitano in loco, basta una sana mattinata tra l’aula e il corridoio, ove lo sbalzo termico è di circa 30° C. per cedere alla potenza dei virus sospesi nell’aere
Il bello di Palazzo Nuovo è che ogni giorno cambia forma: presidi no global, pranzi sociali o costinate in corridoio, mostre di arte contemporanea, centro sociale, discoteca nelle notti bianche, sala conferenze, gabbia per matti di tutte le etnie.
Il bello di Palazzo Nuovo è che nonostante lo si schifi e lo si disprezzi, si finisce sempre per ammiralo. Almeno un po’.

Dissolvenze



A.
Venerdì sera in qualche scantinato: fuga di parole, merendine, cioccolata. Rumori e musica. Lavori in corso per migliorare l’ambiente. BIRRA.
“Quanto faresti per una manciata di euro?” domina la morale o la gola? AH! Si mettono a nudo le carte. Sopra le teste il NEON e le NEBBIE che fuoriescono dalle nostre bocche.
Vitalità artistica in miscellanea plurimaterica degna del Guggenheim Museum…?!? La fotografia diventa disegno.
B.
Corsa verso il centro, un po’ storditi da QUEL passare di mano in mano. Arancione e caldo sciiiiiiiiiiiiiiiiiiivoooooooolaaaaaaaaaaaaaaa giù lento. Giù.
UN PO’ DI ATTENZIONE!!!
Sotto terra si mescolano le note in un calderone fatto di caotiche distorsioni del suono. Solo nella mia testa??? Manca la luce, aumento la sensibilità e le cose divampano di colori di fuoco. Fuori il consueto brulicare di gente : si incrociano vite viaggianti, ambigue, spaccate dentro e così manifeste in atteggiamenti deliranti. Come per me. Che in fondo mi sento turbinare il cervello in tutto questo scanzonato correre di letto in letto, braccia, mani, occhi, colori, profumi, odori, idee, bla-bla, illusioni, svarionaggi e fuorismi.
Senza sapere cosa fare.
C.
Scaccio la noia scrivendo. Movimenti di persone davanti alla mia finestra. Scarpe sparse per la stanza, sul pavimento in legno scricchiolante.
Quanti occhi mi fissano dalla parete? Tu e le tue imprese Caravaggio! Botticelli!! Michelangelo!!! E poi voi amici, immortalati così come eravate nel folleggiare degli ultimi anni.
Cartoline e foto di chi è rimasto 60 km indietro.

NaNi

“Arrenditi marrano!!!”

Alla maledizione dei bambu non si pone rimedio. E non si dica che son razzista o insensibile, si fa per scherzare. E così mentre lo speleologo del carmagnolese incontra tutti i giorni il pullmino speedy per la tangenziale, con un folle al volante ai 200 km/h, Calì la sgualfa, forte della pressante presenza mentale dei nani da giardino (inculcata arditamente da madama Julie) si arrende di fronte al Nano Gianni e la NA-NA della stazione di Saluzzo. Ma ancor di più se si pensa all’altro ieri, quando ancora piena di spirito fouquettiano e gli occhi sazi di minuscola maniera, si è trovata di fronte al prodige del giorno: il Nano Alto.
Avete capito bene!!!
Il Nano Alto, ovvero la sublimazione dell’ossimoro.
Una figura retorica fatta a persona: mica poco!!!!
A raccontarlo pare una barzelletta, ma si sa, ognuno si appassiona un po’ a quel che vede. Tipo la naturalista Zazie, che dopo l’indagine faunistica sull’ornitorinco, si dà alla lettura dei cataloghi sui tori da monta.

giovedì 11 ottobre 2007

come sempre, la solita scema


Colta da irrefrenabile smania di sapere sulle gesta dei grandi amanuensi (oH, dannati bestiari a me cari!!!), senza indugiare mi son buttata sul corso di miniature.
Inutile dire che il livello di comprensione della materia medievale, a me già naturalmente ostica, risulta piuttosto basso, per non dire disastrosamente disastroso considerate le lacune storico-artistiche da me acquisite in questo sfolgorante pluritriennio universitario.
Dopo la deprimente lezione mattutina, ove imponenti punti interrogativi sgorgavano dalla mia zucca vuota, mi sono seriamente domandata se continuare ad alzarmi alle 7 tutti i giovedì e vergognarmi della mia ignoranza o dormire bellamente dedicandomi all'infingarda tesi.
Seguendo la lezione del mio mito Paperino, ho scelto la seconda opzione.

sabato 6 ottobre 2007

Il PataFisico



"Ho conosciuto un Patafisico!!!"

Ancora mi echeggiano in testa codeste parole, ritornando ad una serata non molto lontana...

Eppur non mi suonava nuova questa disciplina.

"Un giorno ti spiegherò..." disse il saggio.

Ma quel giorno non giunse.

Poco dopo la mezzanotte di una notte saviglianese qualunque, un sms confermò l'acquisto di qualche volume sull'argomento.

Ma che curiosità!!!


WIKIPEDIA, pensaci tu a svelarmi l'arcano!!!


La patafisica è la "scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità".

La patafisica, contrariamente alle altre scienze, non si occupa delle regole, ma piuttosto delle eccezioni.

Il primo docente è considerato il Dottor Faustroll, noto per aver calcolato la superficie di Dio.


Il termine patafisica fu introdotto da Jarry per parodiare il proprio insegnante di fisica del liceo che, a suo dire, compendiava in se stesso «tutto quanto di grottesco c'è nell'universo». Il termine patafisica compare per la prima volta nell'opera teatrale di Jarry "Ubu cornuto", il cui protagonista è appunto Ubu re, personaggio meschino, crudele e repellente, ma viene rivelata pienamente nell'opera "Gesta e Opinioni del Dottor Faustroll, 'Patafisico".


La patafisica non è una negazione che aspira a divenire una nuova affermazione.

Non pretende di salvare il prossimo riformandolo

È didattica, ma non pedagogica.

Ha un metodo ma non ha un fine.

È monolitica e libertaria, ritualistica e scanzonata, profetica e anti-messianica.
Pone sullo stesso piano di equivalenza l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo.
Non crede nel valore assoluto delle contrapposizioni convenzionali: bello e brutto, spirito e materia, bene e male, vita e morte, bianco e nero ecc.; eppure le comprende tutte.
Non persegue alcuna costruzione chiusa, con pretese totalitarie e definitive, bensì un continuo accrescimento, ed una continua riclassificazione, su basi logiche, dei dati forniti incessantemente dall'esperienza.
Non contiene: alcun dogma o limitazione, intolleranza o fine ultimo o riduzionismo, né alcuna formula pretenziosamente definitiva, sintetica e globale.
Se anche una verità unica, una verità superiore, una verità chiave esistessero, e se anche esse fossero riconducibili ad un dio, esse non potrebbero restare che indeterminate, suprema e irraggiungibile meta verso la quale si muoverebbe incessantemente - appunto, patafisicamente - una pluralità, continuamente accresciuta, risistemata e risistemabile di simboli dal significato frammentario, provvisorio, e solo parzialmente accessibile.

Poiché non esistono differenze categoriche essenziali e definitive le categorie sono delle classificazioni artificiose che generano delle differenze convenzionali, artificiali, e niente affatto essenziali.
Quesito della patafisica: anche se il principio di indeterminazione non fosse valido per la storia e per i fatti, esso sarebbe pur sempre valido per il modo di conoscerli e di interpretarli?
Madoi!!
Mi si aprono un sacco di strade....

venerdì 28 settembre 2007

FivE



154 giorni passati insieme.

giovedì 27 settembre 2007

il castello dei destini incrociati


Mon dieu come piove!
Torino con le sue giornate uggiose non si smentisce nemmeno quest’anno.
Ad accompagnare con fragore la mestizia cittadina, le gaudenti mattinate nel bel palazzone risulent, la cui dominante cromatica rimane e sempre rimarrà grigio antracite. Non so se per la mancanza di igiene o per la scelta oculata dell’architetto che ha voluto regalare una buona sferzata di gioia ai tapini turlupinati dall’ente allo studio.

Ma suvvia!!!

Pur lontana da casa, di che si parla a lezione?
Si spera sempre in qualcosa di mai sentito e di vivamente interessante.

Giammai.

Lunghe ore a prendere appunti sul Castello della Manta. Avete capito bene siori!!!
Cioè.
Pago un affitto.
Pago fior fior di euri all’università nella speranza di apprendere del nuovo, e cosa mi tocca sentire???
La storia del castello di Manta??? O_o o_O

Or sembra che disprezzi le mie già note origini saluzzesi.
Non lasciatevi trarre in inganno, o meglio, ascoltatemi per un momento.
Manta è una cittadella carina e nulla toglie che sia talora sottovalutata.
Il ciclo di affreschi della sala baronale (non chiedetemi perché si chiama così…a Saluzzo ci stavano i Marchesi e non i Baroni) è sicuramente interessante, soprattutto considerando l’immagine della Sacra Fontana dell’Eterna Giovinezza che io identifico con la più recente Drancia (da me ribattezzata Fontana della Vita Sempiterna). E si pensi ancora alle ispirazioni letterarie che sono legate al luogo (Zazie, come posso non citare il Don Chisciotte della Manta???).
Eppure.
Vorrei conoscere qualcosa sull’arte fiamminga. Scoprire le storie di artisti a me ignoti. Viaggiare almeno con le immagini in terre di Baviera, in Belgio e l’Alto Reno, luoghi che non ho mai visitato e che , se visiterò, potranno rivelarmi in pieno le loro bellezze.

E dove mi portano le immagini?

A MANTA

Altro che 2000 euro l’anno!!!
In una giornata del FAI laggiù ci entravo pure a gratis!

venerdì 21 settembre 2007

casa dolce casa

Ecco alle lettrici il mio rifugio nella capitale sabauda!

Cucina collaudata con caffè al catrame e sughi pronti stagionati alla muffa; padellame soggetto all'attacco microbico di paste liofilizzate collose. Ma con qualche ingrediente SANO, a volte cucino pure bene.



Come ultima arrivata mi tocca il mobilio di fortuna. Notevole lo scaffale sgualfo inclinato in avanti di 10° che rende la simmetria fotografica pericolosamente in bilico. Ho saggiamente deciso di NON caricarlo di libri, salvo non si gradisca un dizionario sulla capoccia.
Per riempire le spoglie pareti, qualche foto e cartoline d'arte, poco atte-nevvero???- a cancellar l'abisso di vuotezza che creano i soffitti alti 4 metri.

Breve panoramica sull'armadio dell'incubo. I miei scaffali ancora vuoti completeranno il quadro, dando avvio alla fedele riproduzione del caos originario.


L' idea del bagno allo sfacelo e del poster di Harry Potter sopra il cesso, senza contare il tentativo di riproduzione di biblioteca stercoraria rinascimentale, la lascio alla vostra sublime immaginazione.
Ossequi.

sabato 15 settembre 2007

l'altra metà del cielo.



Meno male che ci sei tu...

IERI.

Avevo bisogno di un sorriso ed un abbraccio; un bacio mentre i miei occhi si chiudevano e la mente abbandonava il delirio del vero.

E una volta riaperti, eri ancora lì che mi guardavi e mi sussurravi qualche frase per sollevarmi da terra. Ancora e ancora.

Nella mia testa un po' di nero e il vuoto forzato, per alienarmi dal mondo e concentrarmi solo sul calore di quelle mani. Nulla e tutto in un istante, prima di svegliarmi e capire che facevo ancora parte di quel reale esserci. Lì in mezzo ad altri. Con i loro pensieri, sguardi, moti dell'animo.

Meno male che ci sei tu...

OGGI.

Ho sentito la voce che crea quiete.

Meno male che ci sei tu...

DOMANI.

Poter percepire la presenza in divenire di te, di me, nostra. Sospesa sul filo dell'ignoto, eppure concreta nelle nostre menti lucide nelle proprie fittizie certezze. E va bene così.

Sì.

lunedì 10 settembre 2007

White Night

Grandi serate di chiusura vacanziera sulla Riviera dei Fiori. Anche la Sanremo abitudinaria, richiama al suo cospetto i grandi musici delle vallate del futuro Limonte e con essi orde di groupies sempre meno ginniche, ma danzatrici d'oc nell'anima.


Per le vie della città, non mancano i momenti delle foto di rito, con sguardi ammiccanti e
gnam-gnam imperanti.

Trascinati dalla musica del saggio di danza in atto, i nostri eroi non hanno saputo resistere al richiamo del mambo.

I miracoli dell'amore consacrati dalla sublime presenza di Spongi, il cui sorriso appare alquanto familiare.


In attesa del cambio , bambugginando allegramente, si assiste alla scenetta del ciucK che, salito sul palco, ha interrotto il balletto di 3 poveri raggazzuoli dodicienni che si inraviulavano a terra.



Rimembrando il Capodanno con la signora ubriaca, mi sottopongo ai soliti sfottò del Costa.





E sul palco, DELIRIOOOOOOO...!!!!



La generosità degli amici si ritrova nel momento del bisogno: scampate alla nottata nel parcheggio ci prepariamo per la morbida dormita su comodi materassi.




Ed eccoci al risveglio, poche ore di sonno sul groppone, ma tanta GIO-GIO-IA!!!!!


giovedì 6 settembre 2007

Omaggio a Meo


"ADAMITICO!!!!!"

parenti serpenti

E' risaputo che io non abbia mai avuto molta simpatia per i miei cari consanguinei. Non c'è da stupirsi: il 90% di essi non ha mai sviluppato alcun tipo di interesse nei confronti delle vicende relative alla mia famiglia; con il tempo anche noi abbiamo smesso di prenderli in seria considerazione, se non in quelle gaudenti occasioni in cui regna l'ipocrisia di gruppo.
Nell'avvicendarsi di codesti lieti eventi, in genere di stampo cerimoniale che da qualche tempo evito, TUTTI, nel loro abito migliore, dialogano per ore etterne, infarcendo sublimi discorsi con luoghi comuni, finto interessamento e frasi fatte -standard- da utilizzare nelle emergenze "silenzio imbarazzato".
Vittime inermi di queste ultime i nipoti annoiati, unici consci dello scempio in atto.
Si parte con un "certo che sei cresciuta, neeeh???"
BRAVO ZIO! Cosa ti aspettavi???In fondo l'ultima volta che mi hai rivolto parola avevo sì e no 6 anni...
"Sei diventata proprio una signorina..."
A parte che signorineggio da oltre un decennio, i miei complimenti zia...Anche tu sei cambiata. Hai lo sguardo più allucinato del solito, ti sono caduti i denti, ma come in passato continui a smenarla a tutti parlando di mucche e nipoti.
Passato in rassegna l'argomento scuola (cori di OHHHHH...BRAVA, CHE BRAVA, TU Sì CHE SEI BRAVA!!! -falsi-) si arriva all'infelice domanda: "...ma te, ce l'hai il moroso???..."
La risposta negativa implica una risatina derisoria malcelata, con la solita usurata espressione: "ma una ragazza come te!!!!.....". E giù a consolarti (ma chi gli ha chiesto nulla???) dicendoti che il bravo ragazzo è dietro l'angolo.
La risposta positiva, d'altro canto, è forse peggio. Cominciano gli interrogatori volti a carpire improbabili possibilità di matrimonio con relativa data, nella speranza di essere invitati per mangiare a sbafo e dare avvio ad un'altra farsa.
Qui la migliore soluzione è cambiare argomento, con risatina ebete e sguardo perso nel vuoto.
Ma sia chiaro. Se mai mi dovessi sposare, miei cari illusi, scordatevi pure la lauta cenetta. Non intendo davvero rovinarmi la giornata con le vostre moine nauseanti e la vostra delirante presenza.

mercoledì 5 settembre 2007

vicino...lontano...

Ricomincia a spirare un vento freddo, chiaro sintomo dell'estate in declino.
Facendone un breve bilancio, direi che come al solito non mi sono sbattuta molto a fare cose pressapoco interessanti, quanto piuttosto mi sono dedicata all'ozio privo di forma meditativa o comunque intellettuale.
A forza di stare in letargo i neuroni faticano a riprender fiato.
La realtà dello svago estivo è troppo dilatata per prendere qualsiasi tipo di iniziativa stimolante.
E' come dire tanto c'è tempo...e alla fine non si combina mai nulla.
Poi ti svegli un mattino e ti accorgi che è già settembre.
Che tra poche settimane ricominciano le lezioni in quel fetido postaccio in centro Torino.
Che laggiù mi aspetta un letto in una grande casa a pochi passi dalla Mole.
Che, non paga di trasferte e studio, tornerò at home pronta per fugaci incontri e qualche ora di lavoro.
Che avere un'agenda e 24 ore quotidiane non basta.
E tutto è un correre dietro cose che mai forse ti serviranno e ti prendono un sacco di tempo...
Quel tempo che ho buttato via ancora una volta.
Certo che sono proprio fessa!

sabato 25 agosto 2007

pensiero quadro

Ho voglia di sentire i miei passi da lontano, come se uscissi dal mio corpo, solo per capire che direzione sto prendendo, solo per rendermi conto: quanto rumore sto facendo? Oppure passo leggera senza che nessuno se ne accorga?
Intorno a me tutto sembra cambiare (o forse cambia davvero) ed io mi sento ferma ed inchiodata in un posto. Per pigrizia? Oppure ho trovato il mio piccolo mondo di stabilità?
Mi turba vedere che coloro a cui voglio bene stanno male. E mi sembra di esser superficiale perchè forse non capisco davvero. Forse non voglio farmi coinvolgere perchè per una volta vorrei godermi un po' di benessere personale. Ma mi sento anche in colpa. Ora che tutto diventa più frenetico e nemmeno me ne accorgo vorrei staccare la spina per un attimo e godere del silenzio nella mia testa, senza pensare.
E riuscire a veder chiaramente. E poter dare delle risposte intelligenti. E poter esser davvero vicina a tutti. E poter esser all'altezza di tutto senza stancarmi mai ed avere la forza di essere sempre più curiosa del mondo, più ricca di pensieri e belle parole.

giovedì 23 agosto 2007

Fiesta Patronal

A Savigliano, sotto una pioggia battente e una temperatura da freezer, tira aria di festa.

A dire il vero l'apice del sollazzo ha avuto luogo nell'interessante serata di mercoledì (giust'appunto ieri) con ricchi premi e cotillons e il tanto atteso spettacolo pirotecnico.

Solenne la processione di concittadini sotto il diluvio, pronti a pestare ogni sorta di mollezza venisse fuori dal terreno umido pur di vedere cotanta bellezza e partecipazione devozionale!

Accolte altresì festosamente da una musica tutt'altro che sacra -e la mente riporta all'idea che ci si è fatti della gioventù malata in questi tempi- ci siamo preparate a zompettare nella fanghiglia per correre, accarezzate dai sentori aromatici del torrone Sebaste, al tanto amato banco di beneficenza ove, per la modica cifra di 5 euri, abbiamo rispettivamente ricevuto:
1. Presine cerate
2. Cesto di plastica
3. Yo-Yo cinese
4. racchettine e pallina
&
1. 4 coltelli da affilare
2. ciapamusche
3. 3 ovetti kinder
4. la CAZZUOLA

Colta da irrefrenabile invidia nei confronti della mia compare vincitrice della cazzuola da archeologo, ho tentato l'abbordaggio dei santini fluorescenti sulle porte del santuario.

Decisa ad abbandonare questa folle corsa all'oggetto kitsh- non ancora paga forse dei miei appena ricevuti- sono rimasta in attesa dei fuochi sotto la biisa ancestrale delle campagne.


PUT.



PUT.


PUT.


PUT PUT PUT BOOM BEM BOOOOM PUT TTTTTPUT BOM.

Ad ogni scintillio, al solito, cori di commenti sconclusionati, gente malata col cellulare a fotografare lo scempio di una festa sempre più in declino.....Tiiiiiiiiii che bel...varda l'aut lì! Ahhhhhhhhhhhhhhhh....tiiiiiiiiiiiii...madoiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii...PROPRI BEI!



Irrefrenabile la fuga verso il centro giostrandosi tra applausi di finta approvazione e gente che, dimenticato il buonsenso, se ne stava in mezzo alla statale come se fosse sulla spiaggia.

CHE TRISTEZZA!

venerdì 17 agosto 2007

Ferragosto al gRaTin

Certo che bisogna esser proprio fessi.
Essì.
Perchè in 4 maggiorenni, vaccinati e con un QI nella media, non siamo riusciti ad evitare il disastro incombente il giorno dell' Assunta.

Improvvisando una gara di cuochi per testare le doti di pizzaiolo di Babo, abbiam dato via al pastrocchio.
Mon Dieu!!!

Il fornetto mai usato-anteguerra- dai consumi stratosferici e dal pessimo isolamento ha generato il disastro! Forte dei suoi Watt e di una resistenza incrostata ma quantomai funzionante, Egli, mr.Tefal Forno Elettrico oltre le pizzette di fortuna ha cotto e fuso lo stereo appoggiatovi sopra, liquefacendo una cassa e il fondo intero...Quale sublime parfum di laminati plastici sfrigolanti!
Senonchè sul malefico dormivano tranquilli dei CD ignari dell'imminente rogo e l'ultrasottile cellulare dell'Ebio che ha raggiunto temperature proibitive, tanto da doverlo prender con le presine e tuta ignifuga. Prontamente il Tex lo ha gettato nel frigorifero sperando in un recupero di parte dell'oggetto. Il dubbio che ha permeato la stanza per alcuni minuti è stato quello dell'eventualità di un'esplosione della batteria al litio, visto lo sbalzo termico subito in pochi secondi, con relativa contaminazione di tutte le cibarie contenute nel refrigeratore...
Per grazia ricevuta il cellulare ha sbollito la rabbia riportando, come unico danno, la totale fusione della SIM card.
Sorvolerò sulle espressioni di dolore del proprietario affranto e sottoposto alla derisione degli impietosi presenti...
Dovrò complimentarmi con la casa produttrice per la resistenza dei loro prodotti di telefonia mobile...

giovedì 16 agosto 2007

pizza e cassetta?....eccitante....

A furia di guardare i film estivi di Italia 1 (ormai sostituiti inesorabilmente dalla 5° serie dei Pokemon e improbabili e robotici cartoons), alla veneranda età di 24 anni, ci è venuta voglia di regredire agli albori dell'adolescenza e spaccarci il fegato con porcherie e coca-cola davanti alla tv, con relativo pigiama party...
Ah!
Tanto San Vigliano City non offre di meglio....

Ecco la mano furtiva di Madama Wonka, pronta ad agguantare l'ennesima manciata di patatonze supersalate per poi dichiarare solenne: "tra un po' vomito!"
Eccoci accampate nel salotto ventilato di fronte al film cult di Madama Butterfly: East is East (Istisits)...
Finalmente possiamo affermare..."Nessun cazzo di interesse per Pakistan Orientale..."!!!


La furia omicida nei confronti delle mie budella, iniziata alle ore 19.30 di fronte a tre piatti di pasta è continuata a suon di pizza, mikado, bevande zuccherate, e chips...blurp!


Chiamata in causa dal film successivo, l'EduKatrice, Madama Butterfly si abbandona ad atteggiamenti ammiccanti segiuta dallo sguardo sonnolente e perplesso della Wonka e il vivo interesse (seguito da disgusto) della Calì.


Eccomi appena sveglia, già pronta a rimpinzarmi di altre porcate ipercaloriche...su gentile richiesta non verranno pubblicate le foto da ricatto che riguardano la mattinata successiva. Si sappia solo che dopo aver consumato a letto una generosa scatola di biscotti, non paghe e nausaebonde ci siam trascinate in piazza per consumar una lauta colazione con brioches e cappuccino seguite dall'imminente kebab e biscotti al miele-caramello-zucchero.
E la glicemia impenna!




venerdì 10 agosto 2007

"Il pitocco"(IV): shoW musT gO oN

Ingiuriosa come non mai, Madama Sfiga non lesina i suoi interventi nel noioso quotidiano della Calinto la sgualfa che, a fianco delle solite Ignote o WindowshopforEbio, non è esente dalla sacrosanta inHulata (per dirla alla toscana).

Episode #1#: “In questo mondo di ladri

3 i giorni a stecchetto in quel di Diano Marina ove l’unica satisfaction- nonché ottimo rimedio alla fame- fu darsi all’alcool e alle allegre sfumazzate…


Seguendo il suggerimento dei Tre Lilu:
Ne fate di andare a ssivolare sussi ssi, Ssemi!!!
Pitosto andate a Alassio a mangiare i pessi non vi rincrescerà,
ci avviammo con la car rossofuoco sul lungomare (o meglio interno budello) della famigerata Laigueglia, sotto pressanti consigli di abbandonare lì la vettura e proseguire a piedi fino alla vicinissima meta, causa mancanza di parcheggi della Holliwood ligure.
La vicinissima meta si rivelò lontanissima e i parcheggi liberi e piangenti senza automobili.
Giunti con 1 ora di ritardo al ristorante, fummo serviti, riveriti e spennati per bene con spese straordinarie sul conto (coperto 2 euro a testa, cestello con 3 fette di pane-non richiesto- 4 euro, acqua 3.50 euro e tassa del 10% sul servizio).




Non restò che abbandonarsi tristemente su una panchina a contemplare il mare, ponendo fine alla digestione con una crÊpe lurida e l’ennesima fregatura al distributore automatico della farmacia.










N.B: facemmo talmente tanta pena, che persino il povero indianino fiorivendolo ci regalò una rosa (in fin di vita) e se ne andò ridendo.






Episode #2#: “Come neve”.

Baldanzose e trepidanti le 4 fanciulle decisero di recarsi in quel di Serravalle, il paese dei balocchi per ricconi-spendaccioni-perditempo. Omesse le prime due definizioni, per noi si rivelò in pieno la terza, dandoci modo di testare l’efficienza del servizio ANAS, l’inefficienza della Guida Michelin, e la deficienza di taluni guidatori.




Partite speranzose in un arrivo rapido ed indolore alla meta, cominciammo a perder le speranze osservando il cielo che si preparava all’imminente tempesta.
Nel frattempo, seguendo le chiare indicazioni della guida internet più famosa d’Italia, ci allontanammo sempre più dalle ridenti amenità del Piemonte, per ritrovarci a meno di 20 Km da Genova…


Se qualcosa stava girando storto, cominciò ad incrinarsi pericolosamente grazie alla potente grandinata (veniva(!)…come neve) che ci sorprese con furore, costringendoci ad oltre 40 minuti di sosta in uno spiazzo allagato. L'impeto dell'acqua provocò taluni incidenti. Chiaro che si crearono interminabili code, impedendoci il ritorno sulla retta via.




Intanto da casa, gli sfottò telefonici di morosi ilari ci tennero su il morale.

Dopo varie peripezie riuscimmo a trovare la via del ritorno giungendo alla città dello shopping dopo sole 4 ore di viaggio con il deretano fuso sull’auto.



Scese e colte da una biiiiiisa novembrina, tentammo di rifarci considerando gli innumerevoli affari che avremmo potuto fare!
Essì!
Peccato che fosse tutto carissimo e ci riducemmo a comprare poco o niente negli outlet che più outlet non si può!






Dopo la merenda più cara del mondo, pregammo per l’imminente ritorno at home, per fortuna meno movimentato. Inutile dire che la tempesta fuori programma si allontanò, sorniona, proprio sulla via del ritorno.

Fortunelle!



venerdì 3 agosto 2007

madoi

Ma sarà poi possibile?Basta abbandonare il nido per pochi giorni e ti ritrovi con un computer inutilizzabile per via dei pastrocchi pseudoinformatici attuati dal Capo, convinto delle proprie capacità taumaturgiche, ma fin ora sempre fallimentari e paccuse.
Si finisce a "crogiolarsi nel brodo dello scazzo", come tuonò dal microfono il Tommaso perturbato mentalmente in quel del Nuvolari...
Essì! Volevo scriver, con grazia, delle peripezie della vacanzuola al mare con mr. Ebio; metter giù qualche simpatica riga sugli ultimi concerti visti, sul compleanno psicopazzo e la casa nel torinese...
Invece No.
Basti sapere che sto invecchiando anagraficamente, il mio portafoglio è sempre più vuoto, ma si sta riattivando con vigore la vena creativa e intellettualoide...
e stasera Bandabardò: ATTENZIONNNNNNN...CONCENTRAZIONNNN.....