sabato 29 dicembre 2007

°°°Blurp°°°

Giusto iersera festeggiai il capodanno anticipato, deliziosa usanza partorita dalla mente del Guru et semper locata nella grotta dei druidi.
Stamane mi sono svegliata un po' rimbambita pensando al fatto che l'anno nuovo è arrivato e con esso buone nuove e cose meno belle.
C'è chi parte per mete lontane, chi diparte per le alte sfere.
C'è chi arriva tra noi posando i suoi piccoli occhi su questo mondo frenetico e pieno di paranoie malate portando un po' di luce.
C'è chi resta simile a se stesso o magari cambia un po' ma, in fondo in fondo, non cambia davvero e sei contento perchè almeno hai qualche certezza.
C'è che ti dona parole d'amore, chi ti ricorda che sei vivo e vali qualcosa.
C'è chi ti è amico e chi ti odia visceralmente.
C'è un nuovo anno: o magari è sempre lo stesso?

lunedì 24 dicembre 2007

NaTale 2oo7

Tra gli orrori natalizi, baccatevi Babbo Monco a cui, grazie a qualche zuzzerellone in quel di Aosta, è stato portato via un piede.


Protesto solennemente contro codesti decori al limite del buon gusto: palazzoni tappezzati di spidermen con cornucopie da cui strabordano regalini in polistirolo; abeti fluorescenti e presepi con i "cattivi" riciclati da qualche collezione di giochi anni '80 stile He-Man o Big Jim.



Da notare lo sguardo truce - degno di Jack lo Squartatore- del campanaro, nonchè le deformità del corpo malamente coperte da un delizioso ed allegro drappo nero.

Godetevi piuttosto le luci agli swarovsky di Polla, le stelline cadenti in piazza vicino all Ala, il profumo delle ultime caldarre, i colori chimici delle caramelle vendute da Sebaste, il glitter sui bigliettini manufatti, le palline patchwork, le partite al Mercante in Fiera, gli agnolotti fatti in casa, i mandarini, le candele accese....


BUON NATALE!!!!!

domenica 9 dicembre 2007

servizio fotografico #2#

Giacchè mi venne chiesto di pubblicare le foto della serata di venerdì 7 DICEMBRE, approfitto dello spazio blog per creare una sorta di album alla mercè di tutti. Con tanti saluti da Maga e Johnny Rotten......PUNK!!!!!!

Old Pub: i belli e la Wieselburger

Michela bibliotecaria


Silvia ed Elisa...lo spirito del dub


Falsi acquirenti


Maga e Tex al "lavoro"...ma where???


Il bacio della vittoria: musica e taaaaaaaaaaaaaaaaanto alcoooool


Papa Nico (Dub Sync)


Paolo Baldini & Madaski (Dub Sync)


Egli BEVE la LUCE


Naciu ballerino


Magò


Babo e Carlo: principi della sala prove



domenica 2 dicembre 2007

siamo romantici...

Viola Valentino docet ( e non l'avrei detto).

in ogni caso:

Riflessione sulla realtà che mi circonda.
Ebbene:
Noi che di vita ne abbiamo una sola e amiamo da sempre la stessa persona e stiamo in silenzio per non disturbare, siam gente che va sempre a finir male;
-tanto per dirla tutta amare di più e con più passione, così come è importante la passione in ciò che si fa. E mai stare zitti, ma dire ciò che si ha dentro, anche se può ferire. Se poi qualcuno ti augura l'inculata(cit.) rispondi grazie ed altrettanto.-
C'è tanta gente che sta in crisi e di sorrisi proprio non sa che farsene;
-A volte uno psicoterapeuta potrebbe fare bene. A volte basta un po' di affetto. Forse.-
Altri che hanno tanti amori che ci fanno mille canzoni e non le cantano;
-Anche qui siamo alle solite. Per fortuna la vena ispiratrice torna, ogni tanto.-
Siamo noi quelli di tanta buona tristezza che fanno sempre un po' di tenerezza;
-In sostanza dei bunumass come, per altro, ho sempre sostenuto.-
Noi bravi ragazzi e noi commedianti ci porti via il diavolo a tutti quanti.
-Questa non la auguro a nessuno, ma si sa: siamo romantici e a noi romantici un po' di sano dramma piace. Eccome.-

servizio fotografico

Per una volta che sono venuti bene in foto, ecco Magò e Babo a festeggiar i loro primi 7 mesi insieme!!!













lunedì 26 novembre 2007

diet system (...voglia di qualcosa di buono...)


Alla facciazza di quei fetentoni che propongono sistemi per diventare filiformi, mi piego alla dieta ipercalorica antidepressiva che consta in una percentuale assai alta di cioccolata da consumarsi durante il normale svolgimento della giornata.
Questa, oltre ad esser particolarmente gradita al palato, genera una buona quantità di calorie in soccorso all'alto dispendio quotidiano, laddove si richiede la necessità di un notevole sforzo per sopportare il gelo... inutile dire che occorrerebbe uno strato di grasso per ripararsi dagli spifferi del mio regno nelle alte sfere.

Birthday

Ecco alcune photos fresche fresche di scaricamento riguardanti la serata del 24.11, giorno in cui la distanza anagrafica tra me e il Babo è passata da tre a due anni.
E' in serate così che si compie la magia: il miglior palliativo per l'emicrania è l' alcool. In un marasma di occhiaie, fumi e vodka (e amaro alle erbe e vino e crema al whiskey e birra) i nostri -e il Nostro- hanno dato prova del loro talento come ballerini (chiaramente dopo l'esibizione degli occitani Gai Saber), nonchè come spogliarellisti davanti ad un esiguo pubblico già ampliamente abituato a scenette di genere come queste. Visti gli sviluppi, la macchinina digitale è stata sapientemente imboscata al fine di evitare quegli scatti ibarazzanti in cui si rischia di immortalar putenda altrui senza apparente motivo (se non derisorio).
Ne consegue una breve carrellata degli scatti più significativi, ma sempre casti. E non si dica che non siamo fotogenici!!










mercoledì 14 novembre 2007

Grazie Sporcy

Finalmente anni di duro lavoro in laboratorio con seghetti, morsetti e circuitini elettrici si sono rivelati utili. Non mi dilungo sulle improbabili ore di disegno tecnico in cui la compare Wonka si dilettava in ben altre attività fuorchè quella di realizzare poligoni più o meno regolari sul foglio squadrato.
MA.
Giust'appunto 2 giorni fa l'interruttore maggico della Caldaia si è schiantato a terra, laciandoci senza acqua calda.
Ed ecco che Magonza in tony e cacciavitini ha smontato e riparato il danno elettrico suscitando il clamore delle coinquiline che, colpite profondamente dal gesto eroico, hanno osannato le mie poco femminee doti tutta la serata.
Grazie Sporcy. Tutto questo è merito tuo!!!!

domenica 4 novembre 2007

La DuRa LeGgE del POGO.

Ancora una volta la natura fa esattamente il suo corso.
Chi nasce forte, sano, svitato ed è giovane, dannatamente giovane ha la meglio sulla massa di individui tremolanti e vagamente danzerini al suo fianco.
Funge così negli annuali raduni di invasati d'oc, sapientemente giostrati dal capobranco Sergio, ogni volta più sverso e petulante nei suoi discorsi secessionisti filocomunispadani, che istiga la massa al pogo da sfracello dopo aver sapientemente parcheggiato qualche povera vecchina sua ospite davanti alle transenne in prima fila sotto il palco, aumentando così il rischio di prematura o anticipata dipartita delle suddette.
La festa che da copione propone tanta birra scadente, piedi indolenziti e tanto sudore (persino le pareti, conscie della loro potenzialità materica, riversano i loro e nostri umori, ampliamente condensati sulla superficie) mi ha permesso di osservare ancora una volta la mancanza di senno di alcuni personaggi. Le già citate vecchiettine dalla pettinature viola-bluastre screziate d'argento si ritrovavano circondate da dei ganzi da paura-cinquantenni o poco più- di ogni vallata, in elegante mise canotta azzurra a coste con giacca beige di microfibra , jeans ascellari con cintura in cuoio, mocassini con calzino bianco(i più fashion con le SDADIDAS o le REEBOK bianche lustre) che si mettevano in posizione d'attacco per parare i colpi dei poganti. L'ostinazione nel prendersi sberle e gomitate era da ammirare. Non paghi, inveivano contro i giovani con colorite bestemmie urlate all'aria umidiccia, satura di suoni vibranti e rumori (illusi forse di esser uditi). Essere menati per osservare in prima fila svariati ciucchi sul palco, consci del fatto che ad ogni raduno si incorre in tale rischio anche se si balla, è roba da folli.
Farsi da parte è inconcepibile, l'orgoglio non lo permette. E così si esce con braccia e gambe burenfie, maledicendo la gioventù irrispettosa. Che poi ci fossero stati loro al posto, avrebbero fatto lo stesso.
La Calì, rapita dal Costa elettrico dopo la sua parte di concerto, è finita in mezzo alla marmaglia delle prime file. Sopravvissuta a svariati colpi, è caduta sotto la gomitata del suo degno e sudatissimo compare che, prendendola in piena faccia, l'ha costretta alla ritirata. L'ha consolata dicendo che tanto i denti sotto non servono, bastano quelli sopra.
Mi fregio anche del premio alla carriera nella categoria pala bassa, per aver raccolto gli inviti dei peggiori e luridi e suonati ballerini della serata. Notevoli gli sfottò e le facce derisorie di Nostra Signora e Compare durante la mia performance danzerina assieme ai suddetti bambu-ballerini.
Ringrazio la Coca e Havana, nonchè la birra alla castagna per aver fatto sembrare tutto più pulito e divertente.

venerdì 26 ottobre 2007

fundel

Settimana delirante, questa appena trascorsa!!!
A parte la temperatura glaciale e l'onnipresensa del parapieuva ad infradiciare scarpe e zainetti scolastici, ad onore del vero, ho finalmente compreso che la vita spesso prende per i fondelli.
Tentativo n.1: comunicazione interpersonale.
Dopo 4 settimane, risulta sempre più vano il tentativo di iterazione con taluni personaggi che totalmente proiettati del mondo di soap operas e baggianate varie e perso EVIDENTEMENTE il contatto con il reale, ti fissano con sguardo vacuo e assolutamente appannato, confusi nei loro deliri di medici claudicanti a cui si rivolgono durante lo svolgimento delle puntate (assurde e quantomai noiose).
Se poi si esce dal teleschermo si ritrova un mondo fatto di paradossi e frasi fatte, dove si apre bocca per dare fiato ai polmoni senza alcun tentativo di sforzo intellettuale.
Che poi non è che ci sia qualcosa di male. In effetti di fronte alle incombenze della vita spesso è più facile spegnere il cervello.
Tentativo n.2: gestione delle risorse umane.
Se si pensa al tempo che si spreca a far nulla, quando ci si mette sotto si amplifica l'azione a dispetto del risultato. Ma quando si pensa che il risultato sia dignitoso, arriva qualche personaggio che ti tira la mazzata dicendoti che hai spercato un sacco di tempo comunque. Perchè quello che hai fatto non serve a nulla. Perchè LEI ha cambiato idea. E sebbene tu l'abbia implorata per mesi di dirti il come e il perchè, LEI si sveglia solo ora a dirti cosa devi fare. Tutto il contrario di prima.
Tentativo n.3: organizzazione
Si parte con mille chiamate per organizzarti la settimana infernale, e giù di cellulari squillanti (tutti e due). Poi scopri 3 ore prima che salta tutto perchè i soliti paccusi hanno di meglio da fare...ma chi te li rimborsa tutti quei soldi???

giovedì 18 ottobre 2007

Il bello di...


Il bello di Palazzo Nuovo è che se ti siedi su una delle fredde panchine del luogo, rischi di rimanerci per ore a squadrare le gente che ti passa davanti. Per fortuna ci sono LORO che donano letterale colore all’ambiente dai toni grigiosi.
C’è il metalluso con le borchie, il dark vampiresco bianco e nero come un film muto (e tendenzialmente tale nella loquela), il punk cresta-di-ferro di colori sgargianti, la svariona a righe e a quadretti con i sandali alla francescana e l’anello al naso, lo svario rasto-dub con l’immancabile djambè e una chioma annodatissima, la secchiona con la calzamaglia bianca e le gambette a stecco, la fighettina tutta Louis Vuitton, D&G, Gucci, ma con il calzino bucato (forse---mi piacerebbe vedere!!!!), il truzzo con le sopracciglia rifatte, l’ anarchica, il rapper, la tamarra-rasatina mix tra grunge, psichedelico e house minimal chic…
Il bello di Palazzo Nuovo è che se hai fretta, ti trovi una fiumana di gente che ti pesta i piedi e ti taglia la strada, che ti ferma per chiederti cose folli stile: “come si fa ad arrivare al secondo piano??” proprio di fronte agli ascensori, che ti chiede se hai del fumo, che fa amicizia per una monetina scambiata.
Il bello di Palazzo Nuovo è che se cerchi qualcosa tendi a non trovarlo mai, ma se non cerchi nulla è il posto ideale. Infatti se NON cerchi un posto a sedere nelle aule dalla 6 alla 15, ti accomoderai per terra o direttamente in corridoio tra le palline di povere svolazzanti. Se NON cerchi un libro, ti va bene, perché tanto non lo troveresti e se mai lo trovassi sarebbe monco e smangiato dai topi.
Il bello di Palazzo Nuovo è che se vuoi prenderti un’influenza per scampare alle incombenze sgradite della vita, hai la certezza di riuscire nel tuo intento. Oltre alla fiumana di malati che gravitano in loco, basta una sana mattinata tra l’aula e il corridoio, ove lo sbalzo termico è di circa 30° C. per cedere alla potenza dei virus sospesi nell’aere
Il bello di Palazzo Nuovo è che ogni giorno cambia forma: presidi no global, pranzi sociali o costinate in corridoio, mostre di arte contemporanea, centro sociale, discoteca nelle notti bianche, sala conferenze, gabbia per matti di tutte le etnie.
Il bello di Palazzo Nuovo è che nonostante lo si schifi e lo si disprezzi, si finisce sempre per ammiralo. Almeno un po’.

Dissolvenze



A.
Venerdì sera in qualche scantinato: fuga di parole, merendine, cioccolata. Rumori e musica. Lavori in corso per migliorare l’ambiente. BIRRA.
“Quanto faresti per una manciata di euro?” domina la morale o la gola? AH! Si mettono a nudo le carte. Sopra le teste il NEON e le NEBBIE che fuoriescono dalle nostre bocche.
Vitalità artistica in miscellanea plurimaterica degna del Guggenheim Museum…?!? La fotografia diventa disegno.
B.
Corsa verso il centro, un po’ storditi da QUEL passare di mano in mano. Arancione e caldo sciiiiiiiiiiiiiiiiiiivoooooooolaaaaaaaaaaaaaaa giù lento. Giù.
UN PO’ DI ATTENZIONE!!!
Sotto terra si mescolano le note in un calderone fatto di caotiche distorsioni del suono. Solo nella mia testa??? Manca la luce, aumento la sensibilità e le cose divampano di colori di fuoco. Fuori il consueto brulicare di gente : si incrociano vite viaggianti, ambigue, spaccate dentro e così manifeste in atteggiamenti deliranti. Come per me. Che in fondo mi sento turbinare il cervello in tutto questo scanzonato correre di letto in letto, braccia, mani, occhi, colori, profumi, odori, idee, bla-bla, illusioni, svarionaggi e fuorismi.
Senza sapere cosa fare.
C.
Scaccio la noia scrivendo. Movimenti di persone davanti alla mia finestra. Scarpe sparse per la stanza, sul pavimento in legno scricchiolante.
Quanti occhi mi fissano dalla parete? Tu e le tue imprese Caravaggio! Botticelli!! Michelangelo!!! E poi voi amici, immortalati così come eravate nel folleggiare degli ultimi anni.
Cartoline e foto di chi è rimasto 60 km indietro.

NaNi

“Arrenditi marrano!!!”

Alla maledizione dei bambu non si pone rimedio. E non si dica che son razzista o insensibile, si fa per scherzare. E così mentre lo speleologo del carmagnolese incontra tutti i giorni il pullmino speedy per la tangenziale, con un folle al volante ai 200 km/h, Calì la sgualfa, forte della pressante presenza mentale dei nani da giardino (inculcata arditamente da madama Julie) si arrende di fronte al Nano Gianni e la NA-NA della stazione di Saluzzo. Ma ancor di più se si pensa all’altro ieri, quando ancora piena di spirito fouquettiano e gli occhi sazi di minuscola maniera, si è trovata di fronte al prodige del giorno: il Nano Alto.
Avete capito bene!!!
Il Nano Alto, ovvero la sublimazione dell’ossimoro.
Una figura retorica fatta a persona: mica poco!!!!
A raccontarlo pare una barzelletta, ma si sa, ognuno si appassiona un po’ a quel che vede. Tipo la naturalista Zazie, che dopo l’indagine faunistica sull’ornitorinco, si dà alla lettura dei cataloghi sui tori da monta.

giovedì 11 ottobre 2007

come sempre, la solita scema


Colta da irrefrenabile smania di sapere sulle gesta dei grandi amanuensi (oH, dannati bestiari a me cari!!!), senza indugiare mi son buttata sul corso di miniature.
Inutile dire che il livello di comprensione della materia medievale, a me già naturalmente ostica, risulta piuttosto basso, per non dire disastrosamente disastroso considerate le lacune storico-artistiche da me acquisite in questo sfolgorante pluritriennio universitario.
Dopo la deprimente lezione mattutina, ove imponenti punti interrogativi sgorgavano dalla mia zucca vuota, mi sono seriamente domandata se continuare ad alzarmi alle 7 tutti i giovedì e vergognarmi della mia ignoranza o dormire bellamente dedicandomi all'infingarda tesi.
Seguendo la lezione del mio mito Paperino, ho scelto la seconda opzione.

sabato 6 ottobre 2007

Il PataFisico



"Ho conosciuto un Patafisico!!!"

Ancora mi echeggiano in testa codeste parole, ritornando ad una serata non molto lontana...

Eppur non mi suonava nuova questa disciplina.

"Un giorno ti spiegherò..." disse il saggio.

Ma quel giorno non giunse.

Poco dopo la mezzanotte di una notte saviglianese qualunque, un sms confermò l'acquisto di qualche volume sull'argomento.

Ma che curiosità!!!


WIKIPEDIA, pensaci tu a svelarmi l'arcano!!!


La patafisica è la "scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità".

La patafisica, contrariamente alle altre scienze, non si occupa delle regole, ma piuttosto delle eccezioni.

Il primo docente è considerato il Dottor Faustroll, noto per aver calcolato la superficie di Dio.


Il termine patafisica fu introdotto da Jarry per parodiare il proprio insegnante di fisica del liceo che, a suo dire, compendiava in se stesso «tutto quanto di grottesco c'è nell'universo». Il termine patafisica compare per la prima volta nell'opera teatrale di Jarry "Ubu cornuto", il cui protagonista è appunto Ubu re, personaggio meschino, crudele e repellente, ma viene rivelata pienamente nell'opera "Gesta e Opinioni del Dottor Faustroll, 'Patafisico".


La patafisica non è una negazione che aspira a divenire una nuova affermazione.

Non pretende di salvare il prossimo riformandolo

È didattica, ma non pedagogica.

Ha un metodo ma non ha un fine.

È monolitica e libertaria, ritualistica e scanzonata, profetica e anti-messianica.
Pone sullo stesso piano di equivalenza l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo.
Non crede nel valore assoluto delle contrapposizioni convenzionali: bello e brutto, spirito e materia, bene e male, vita e morte, bianco e nero ecc.; eppure le comprende tutte.
Non persegue alcuna costruzione chiusa, con pretese totalitarie e definitive, bensì un continuo accrescimento, ed una continua riclassificazione, su basi logiche, dei dati forniti incessantemente dall'esperienza.
Non contiene: alcun dogma o limitazione, intolleranza o fine ultimo o riduzionismo, né alcuna formula pretenziosamente definitiva, sintetica e globale.
Se anche una verità unica, una verità superiore, una verità chiave esistessero, e se anche esse fossero riconducibili ad un dio, esse non potrebbero restare che indeterminate, suprema e irraggiungibile meta verso la quale si muoverebbe incessantemente - appunto, patafisicamente - una pluralità, continuamente accresciuta, risistemata e risistemabile di simboli dal significato frammentario, provvisorio, e solo parzialmente accessibile.

Poiché non esistono differenze categoriche essenziali e definitive le categorie sono delle classificazioni artificiose che generano delle differenze convenzionali, artificiali, e niente affatto essenziali.
Quesito della patafisica: anche se il principio di indeterminazione non fosse valido per la storia e per i fatti, esso sarebbe pur sempre valido per il modo di conoscerli e di interpretarli?
Madoi!!
Mi si aprono un sacco di strade....

venerdì 28 settembre 2007

FivE



154 giorni passati insieme.

giovedì 27 settembre 2007

il castello dei destini incrociati


Mon dieu come piove!
Torino con le sue giornate uggiose non si smentisce nemmeno quest’anno.
Ad accompagnare con fragore la mestizia cittadina, le gaudenti mattinate nel bel palazzone risulent, la cui dominante cromatica rimane e sempre rimarrà grigio antracite. Non so se per la mancanza di igiene o per la scelta oculata dell’architetto che ha voluto regalare una buona sferzata di gioia ai tapini turlupinati dall’ente allo studio.

Ma suvvia!!!

Pur lontana da casa, di che si parla a lezione?
Si spera sempre in qualcosa di mai sentito e di vivamente interessante.

Giammai.

Lunghe ore a prendere appunti sul Castello della Manta. Avete capito bene siori!!!
Cioè.
Pago un affitto.
Pago fior fior di euri all’università nella speranza di apprendere del nuovo, e cosa mi tocca sentire???
La storia del castello di Manta??? O_o o_O

Or sembra che disprezzi le mie già note origini saluzzesi.
Non lasciatevi trarre in inganno, o meglio, ascoltatemi per un momento.
Manta è una cittadella carina e nulla toglie che sia talora sottovalutata.
Il ciclo di affreschi della sala baronale (non chiedetemi perché si chiama così…a Saluzzo ci stavano i Marchesi e non i Baroni) è sicuramente interessante, soprattutto considerando l’immagine della Sacra Fontana dell’Eterna Giovinezza che io identifico con la più recente Drancia (da me ribattezzata Fontana della Vita Sempiterna). E si pensi ancora alle ispirazioni letterarie che sono legate al luogo (Zazie, come posso non citare il Don Chisciotte della Manta???).
Eppure.
Vorrei conoscere qualcosa sull’arte fiamminga. Scoprire le storie di artisti a me ignoti. Viaggiare almeno con le immagini in terre di Baviera, in Belgio e l’Alto Reno, luoghi che non ho mai visitato e che , se visiterò, potranno rivelarmi in pieno le loro bellezze.

E dove mi portano le immagini?

A MANTA

Altro che 2000 euro l’anno!!!
In una giornata del FAI laggiù ci entravo pure a gratis!

venerdì 21 settembre 2007

casa dolce casa

Ecco alle lettrici il mio rifugio nella capitale sabauda!

Cucina collaudata con caffè al catrame e sughi pronti stagionati alla muffa; padellame soggetto all'attacco microbico di paste liofilizzate collose. Ma con qualche ingrediente SANO, a volte cucino pure bene.



Come ultima arrivata mi tocca il mobilio di fortuna. Notevole lo scaffale sgualfo inclinato in avanti di 10° che rende la simmetria fotografica pericolosamente in bilico. Ho saggiamente deciso di NON caricarlo di libri, salvo non si gradisca un dizionario sulla capoccia.
Per riempire le spoglie pareti, qualche foto e cartoline d'arte, poco atte-nevvero???- a cancellar l'abisso di vuotezza che creano i soffitti alti 4 metri.

Breve panoramica sull'armadio dell'incubo. I miei scaffali ancora vuoti completeranno il quadro, dando avvio alla fedele riproduzione del caos originario.


L' idea del bagno allo sfacelo e del poster di Harry Potter sopra il cesso, senza contare il tentativo di riproduzione di biblioteca stercoraria rinascimentale, la lascio alla vostra sublime immaginazione.
Ossequi.

sabato 15 settembre 2007

l'altra metà del cielo.



Meno male che ci sei tu...

IERI.

Avevo bisogno di un sorriso ed un abbraccio; un bacio mentre i miei occhi si chiudevano e la mente abbandonava il delirio del vero.

E una volta riaperti, eri ancora lì che mi guardavi e mi sussurravi qualche frase per sollevarmi da terra. Ancora e ancora.

Nella mia testa un po' di nero e il vuoto forzato, per alienarmi dal mondo e concentrarmi solo sul calore di quelle mani. Nulla e tutto in un istante, prima di svegliarmi e capire che facevo ancora parte di quel reale esserci. Lì in mezzo ad altri. Con i loro pensieri, sguardi, moti dell'animo.

Meno male che ci sei tu...

OGGI.

Ho sentito la voce che crea quiete.

Meno male che ci sei tu...

DOMANI.

Poter percepire la presenza in divenire di te, di me, nostra. Sospesa sul filo dell'ignoto, eppure concreta nelle nostre menti lucide nelle proprie fittizie certezze. E va bene così.

Sì.

lunedì 10 settembre 2007

White Night

Grandi serate di chiusura vacanziera sulla Riviera dei Fiori. Anche la Sanremo abitudinaria, richiama al suo cospetto i grandi musici delle vallate del futuro Limonte e con essi orde di groupies sempre meno ginniche, ma danzatrici d'oc nell'anima.


Per le vie della città, non mancano i momenti delle foto di rito, con sguardi ammiccanti e
gnam-gnam imperanti.

Trascinati dalla musica del saggio di danza in atto, i nostri eroi non hanno saputo resistere al richiamo del mambo.

I miracoli dell'amore consacrati dalla sublime presenza di Spongi, il cui sorriso appare alquanto familiare.


In attesa del cambio , bambugginando allegramente, si assiste alla scenetta del ciucK che, salito sul palco, ha interrotto il balletto di 3 poveri raggazzuoli dodicienni che si inraviulavano a terra.



Rimembrando il Capodanno con la signora ubriaca, mi sottopongo ai soliti sfottò del Costa.





E sul palco, DELIRIOOOOOOO...!!!!



La generosità degli amici si ritrova nel momento del bisogno: scampate alla nottata nel parcheggio ci prepariamo per la morbida dormita su comodi materassi.




Ed eccoci al risveglio, poche ore di sonno sul groppone, ma tanta GIO-GIO-IA!!!!!