martedì 17 luglio 2007

work hard

Per chi è stato al Nuvolari nella serata del 3 luglio, avrà notato una figura sospetta aggirasi SUL e ATTORNO al palco armata di macchina fotografica, obiettivi intercambiabili e orpelli di vario genere.

Qui di seguito, in ordine sparso, qualche piccolo assaggio del mio lavoro...


Ebio e Tex nei "camerini"



Jacopo e Tex

Marco


E.Z.R.A. e la Band in concerto



Un momento del concerto: Ebio e Jacopo




Jacopo


Tex


Marco



Ebio


sabato 14 luglio 2007

Stasera...Battiato!

Stasera dopo più di due anni di astinenza tornerò a sentire un concerto del mio adorato Franco.
Sin dai primi anni '70 partecipa attivamente alle correnti di ricerca e sperimentazione europee.Le sue prime incisioni discografiche organiche escono per l'etichetta sperimentale Bla Bla, dal 1971 al 1975: Fetus (1971), Pollution (1972), Sulle corde di Aries (1973), Clic (1974), M.elle le "Gladiator" (1975).L'artista passa poi a Ricordi, che pubblica Feedback (1975), un album doppio che riassume la sua precedente produzione per Bla Bla, Battiato (1976), Juke Box (1977) e L'Egitto prima delle sabbie (1978).Con quest'ultimo brano per pianoforte Battiato vince nel 1978 il Premio Karlheinz Stockhausen.
Nel 1979 pubblica L'Era del Cinghiale Bianco, primo lavoro con la Emi Italiana.Seguono Patriots (1980) e, nel 1981, La voce del Padrone, che staziona al vertice della classifica italiana per un anno vendendo oltre un milione di copie.Battiato diventa un "caso", materia di studio per gli intellettuali e fonte d' ispirazione per i musicisti.Gli album successivi sono: L'arca di Noè (1982), Orizzonti perduti (1983), Mondi lontanissimi (1985), Echoes of sufi dances (1985).
Nel 1985 avvia le edizioni L'Ottava in collaborazione con Longanesi, e, nel 1989, l'omonima etichetta discografica dedicata a musica "di frontiera" fra la composizione colta, la canzone e la musica etnica, pubblicando sei titoli tra il 1988 e il 1989.
Ma sin dal 1984 Franco Battiato è al lavoro per Genesi. L'opera debutta al Teatro Regio di Parma il 26 aprile 1987, accolta con trionfale consenso.Per la Emi escono ancora: Nomadas (1987, Emi Spagnola), Fisiognomica (1988) e, nel 1989, il doppio album dal vivo Giubbe rosse.
Nel 1990 esce la colonna sonora composta da Battiato per il film Benvenuto Cellini - Una vita scellerata. Nel 1991 Battiato incide Come un Cammello in una grondaia. L'album contiene, accanto ad alcuni lieder ottocenteschi, anche il brano Povera Patria, che diviene in breve tempo un simbolo di impegno civile.Come un Cammello in una grondaia è riconosciuto Miglior Disco dell'Anno 1991 nel referendum della stampa specializzata promosso dalla rivista Musica e Dischi.Nello stesso periodo lavora alla sua seconda opera lirica, Gilgamesh, che debutta con successo al Teatro dell'Opera di Roma il 5 giugno 1992.Segue il Tour di Come un cammello in una grondaia, dove Battiato è accompagnato dall'orchestra I Virtuosi Italiani, da Antonio Ballista e da Giusto Pio.Il 4 dicembre 1992 con I Virtuosi Italiani è a Baghdad, in concerto con l'Orchestra Sinfonica Nazionale Irachena.Nell'ottobre '93 Battiato pubblica l'album Caffé de la Paix, che si classifica nuovamente Miglior Disco dell'Anno nel referendum di Musica e Dischi.Nello stesso periodo debutta la Messa Arcaica, composizione per soli, coro e orchestra. Nel settembre del '94, su commissione della Regione Siciliana per l'ottavo centenario della nascita di Federico II di Svevia, viene rappresentata nella Cattedrale di Palermo l'opera Il Cavaliere dell'intelletto, su libretto del filosofo Manlio Sgalambro.Nell'autunno del '94 esce Unprotected, album live registrato durante la tournée dello stesso anno conclusasi in Libano il 7 agosto al Festival di Beiteddine.Nel '95 è la volta de L'ombrello e la macchina da cucire, album pop su testi di Manlio Sgalambro.Nel '96 la EMI pubblica Shadow, Light, disco contenente Messa Arcaica e brani mistici. Nell'autunno del '96 la Polygram pubblica L'imboscata. Uno dei brani dell'album, La cura, è riconosciuto Miglior Canzone dell'Anno al Premio Internazionale della Musica.Nel '97 segue anche il ritorno di Battiato nei palasport con un lungo e applauditissimo tour.A settembre del 1998 esce Gommalacca, contenente il singolo di grande successo Shock in my town che Battiato esegue l'anno dopo a Sanremo in qualità di ospite d'onore.L'album prosegue il discorso musicale iniziato con L'imboscata, arricchendolo ulteriormente di sonorità dure e spigolose.Il 22 ottobre 1999 viene pubblicato Fleurs, album nel quale Battiato interpreta 10 cover e 2 inediti e che gli vale la targa di Miglior Interprete all’edizione 2000 del Premio Tenco.Nel giugno 2000 esce Campi magnetici, disco che contiene le musiche del balletto commissionate dal Maggio Musicale Fiorentino.Il balletto, su testi di Manlio Sgalambro, viene rappresentato nello stesso mese al Teatro Comunale di Firenze con le coreografie di Paco Decina.Nell'aprile 2001 esce Ferro Battuto, che contiene 10 brani prodotti e arrangiati dallo stesso Battiato con la partecipazione di alcuni prestigiosi ospiti, primo fra tutti Jim Kerr dei Simple Minds che duetta con Battiato in Running against the grain, poi la voce di Natasha Atlas, gli archi della London String Orchestra e, nella versione spagnola, Mercedes Sosa.Il 30 agosto 2002 arriva nei negozi Fleurs3.L’album, che debutta direttamente al primo posto della classifica italiana degli album più venduti, si ricollega nell'ispirazione al precedente Fleurs ed è composto da 10 cover e una canzone inedita cantata in coppia con Alice e intitolata Come un sigillo.Nel maggio 2003 esce nelle sale PERDUTO AMOR, esordio cinematografico alla regìa di Franco Battiato. Il film, scritto con Manlio Sgalambro e riconosciuto d'Interesse Culturale Nazionale, narra il percorso formativo di Ettore, prima bambino poi giovane adulto, nella Sicilia e nella Milano degli anni '50 e '60.La colonna sonora del film contiene, oltre a due brani dello stesso Battiato, altre 22 canzoni che spaziano dalla musica sinfonica e operistica alla musica italiana degli Anni '60.Il 2003 si chiude con Last summer dance, doppio album live registrato durante il tour estivo e pubblicato nell'ottobre dello stesso anno.Nell'aprile 2004 Franco Battiato vince, con il suo PERDUTO AMOR, il Nastro d'Argento come miglior regista italiano esordiente.A luglio prende il via il nuovo tour estivo, Live in, che tocca alcune località di particolare suggestione. Accompagnato da un organico cameristico, Battiato propone soprattutto il suo repertorio più ricco di pathos e di emozioni.Anticipato dai singoli Ermeneutica e Tra sesso e castità, esce, nell'ottobre 2004, Dieci stratagemmi, il cui titolo è ispirato al libro dei 36 stratagemmi, antico testo cinese di tattica e strategia militare.Il 22 novembre al Teatro dell’Opera di Roma, Franco Battiato è in concerto con la Royal Philharmonic Orchestra di Londra. Un recital pensato e realizzato in favore del FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano. Un’occasione unica per ascoltare in versioni inedite i classici del repertorio eclettico del musicista accompagnati dalla storica orchestra britannica, tra le più note e apprezzate del mondo. A dicembre il debutto televisivo con Bitte, keine réclame, un programma scritto con Manlio Sgalambro. Sei puntate di 45 minuti, in cui vengono proposti incontri con uomini straordinari.Dai versi di Shakespeare al fragore elettro-rock. È un Franco Battiato deciso e ispirato quello dell'applauditissimo Dieci Stratagemmi tour che nei primi mesi del 2005 fa tappa in numerose città italiane.L’Arte del Vivere, questo il tema del Padiglione Italia all’Esposizione Universale di Aichi 2005 in Giappone. Le musiche, che hanno ricreato il fascino del Mediterraneo e della sua millenaria cultura, sono state realizzate da Franco Battiato.
Del 2007 l'album Il Vuoto.

Riporto qui di seguito alcuni dei miei pezzi favoriti....

Le aquile non volano a stormi (in X stratagemmi)
Giorni e mesi corrono veloci
la strada è oscura e incerta
e temo di offuscarmi
non prestare orecchio alle menzogne
non farti soffocare dai maligni
non ti nutrire di invidie e gelosie
In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita
nell'incerto cammino del ritorno
Seguo la guida degli antichi saggi
mi affido al cuore ed attraverso il male
a chi confessi i tuoi segreti?
Ferito al mattino a sera offeso
salta su un cavallo alato
prima che l'incostanza offuschi lo splendore
In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita
nell'incerto cammino del ritorno

shizukani tokino kizuni kurushimu
murewo kundewa tobanai taka
furuki oshiewo tadotte
kokoronomamani konokanashimiwo norikoete

Povera patria (in Come un cammello in una grondaia)
Povera patria!
Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambieràno cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambieràsì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.



Caffé de la Paix (in Caffè de la Paix)
Ci si risveglia ancora in questo corpo attuale
dopo aver viaggiato dentro il sonno.
L'inconscio ci comunica coi sogni
frammenti di verità sepolte:
quando fui donna o prete di campagna
un mercenario o un padre di famiglia.
Per questo in sogno ci si vede un pò diversi
e luoghi sconosciuti sono familiari.
Restano i nomi e cambiano le facce
e l'incontrario: tutto può accadere.
Com'era contagioso e nuovo il cielo...
e c'era qualche cosa in più nell'aria.
Vieni a prendere un tè
al "Caffé de la Paix"?
su vieni con me.
Devo difendermi da insidie velenose
e cerco di inseguire il sacro quando dormo
volando indietro in epoche passate
in cortili, in primavera.
Le sabbie colorate di un deserto
le rive trasparenti dei ruscelli.
Vieni a prendere un tè
al "Caffé de la Paix"?
su vieni con me.
Ancora oggi, le renne della tundratra
sportano tribù di nomadi
che percorrono migliaia di chilometri in un anno...
E a vederli mi sembrano felici,ti sembrano felici?





La cura (in L'imboscata)
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee (come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale
ed io avrò cura di te ... Io sì, che avrò cura di te.


E ti vengo a cercare (in Fisiognomica)
E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici. Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina di questa realtà.
E ti vengo a cercare perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.

lunedì 2 luglio 2007

20


Sono una persona che non ama particolarmente celebrare ricorrenze che la riguardano. Preferisco nettamente festeggiare gli altri.
In questo caso, però, qualunque forma di delirio autocelebrativo è quantomai azzeccato.

Quanti possono vantare, alla giovine età di 24 anni, un anniversario per il ventennale di un’amicizia?

Con orgoglio posso dire: IO.
E con me la sempre presente madamina Wonka alias De’ Piciis alias Big Muntagnin.

Dal lontano 1987 al 2007 con furore, gaudio e graduale rimbecillimento.

Una serata in piena regola, per chi conosce in modo particolare le nostre menti malate.

Non c’era nemmeno da chiedersi se quelle due fuline avessero preparato qualche cretinata per allietare le ospiti. Essì!
Ricchi premi e cotillons forniti dal Fei Long Bazar, sponsor ufficiale in ambito di gadgets inutili e dal gusto discutibile.











Godibile cenetta presso uno dei luoghi storici del giubilo barottino post matrimonio-prima comunione-cresima, così come tradizione vuole.
Et infine per le ballerine d’oc, conclusione salentino-occitana con i soliti amici frastornati: taluni un po’ incazzati, altri un po’ braccino corto, ma sempre di gradevole compagnia.


Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla serata: Elignu e Julie care pulzelle trovate sul mio cammino, gli amici tapagi e il caro Andrea, ma soprattutto Picetta, fedele compagna di avventure, sventure (Sharm el Sheik ti dice nulla?) e di amiczia sincera.

lunedì 18 giugno 2007

saluti dalla TosHana...


Mi sono bastati 2 giorni di fiesta matrimoniale a fianHo di 4 baldi personaggi per Hompromettere irrimediabilmente le mie HapasHità di sHrivere e parlare in Horretto italiano.
Però, quale divertimento! SHerto mi son trovata un poHo spaesata di fronte a tanta gente nuova, ma Hodesti simpatisHi amisHi e il Haro Babolino mi hanno fatto sentire proprio a mio agio.
Halice alzato per gli aperitivi allo Stradi! Halice alzato ai motti goliardisHi e i raHHonti del passato! Halice alzato per i Festeggiati, i Tre Vescovi, le passeggiate in Hollina, dj e ballerini folli!
^__^

mediatatio poetica

La lunga e meditativa assenza da Blogspot mi ha fatto bene.
Ho atteso mesi prima di prender decisione di pubblicar codesto post.


Il Sommo Poeta mi mandò, alfine, la poesiola goliardica che segue...




Il canto degli augelli


Perché, nella stagion in cui dal nido
Intonano gli augelli il loro canto,
Il mio fiacca i cori col suo grido?
Non so spiegar: so che non m’è di vanto.

Perché, in gabbia, il mio compagno fido
Non trova che ristoro nel suo pianto
Indotto da Fra’ Polso e Sor Libido
All’ombra de’ lenzuoli o d’altro manto?

Chieder si deve a chi l’ha messo in gabbia
Per far volar in ciel altr’esemplare,
cui auguro di cuor che pace abbia
nel nido ch’or è suo e che lasciare
al mio toccò con non poca rabbia:
ma è facile da lì farsi sfrattare!

martedì 29 maggio 2007

pomodori

Rosso di sera bel tempo si spera.
Rosso relativo.
Rosso Malpelo.
Allarme rosso.
Rosso di mattina, il sole si avvicina.
Pelu rusu, cattiva lana, bestia grama.
Chi beve rosso ha la gioia indosso.


Serie fotografica della Magonza. In red.


Calì oggi. Celebra la ritrovata vena artistica con un bel bagno di colore per la chioma fluente: e si sa...rossa di capelli...( e qui De Piciis avrà da dire).

Rappresentazione filo-decò che la sottoscritta realizzò assaporando una coppa di delizioso caffè Nettuno.

Le rose rosse non mi piacciono: preferisco quelle candide.



Ah! il Partenone!Passione per il mondo classico



Chicco nel momento di siesta. Guardando la dolce Sophie.



( photos by Calinto)

domenica 27 maggio 2007

lunatismo galoppante

Ritrovata gioventù!?!? Slancio vitale che mi spinge a correre, cercare, vedere, sapere, impegnare il tempo.


Esser statica però mi piace. Ho raggiunto l'equilibrio?
Dilemmi.

sabato 26 maggio 2007

...pericoli imminenti e ignoti disturbi sul sesso.



Se è vero che Dio veste in arancione -e qui si chiude il cerchio ritornando al portentoso Sai-, ieri è disceso sotto mentite spoglie ad evitar che la sottoscritta e compare cadessero in lussuriose tentazioni.

Ebbene sì.

La divinità era contro di noi.

L'idea che due giovani baldanzosi ragazzi del cuneese potessero cedere, lascivi, ai richiami della carne era troppo. Soprattutto dopo una cena a base di pesce.

Venerdì fioretti!!!

Ci vuole poco per rovianar una serata in leggero declino dopo l'esaltante performance di un gruppo folk tradizionale piemontese (una sorta di band di liscio riunita in un salone gremito dal NULLA, davanti a tovaglia da pic-nic[mancavano solo i pintun per i pochi uditori mezzi stramazzati a terra dal sonno o disperazione]).

E quel poco -o tanto- è un omino aranciata che ha avuto la malsana idea di aggirarsi sperduto in una notte di maggio, giusto per romper le uova nel paniere a qualcuno.

45 minuti di dialogo surreale alla velocità di una parola ogni 4 .

Tentativi (falliti) di defilatio di fronte all'inevitabile condanna in negativo dei programmi previsti: circa 60.

I pensieri "caghettosi" nei confronti di quella persona Millemila.

Spontanea, ma repressa, la voglia di urlargli dietro: "Ma non hai una cippa da fare il venerdì notte (o sabato mattina prestissimo) all' 1, 40??? Ma ce la fai???Non hai sonno?....se vuoi ti faccio una camomilla così dormi!!!Non capisci gli evidenti segnali di noia et fastidio urticante che emanano le nostre persone???E gli sguardi di odio misto a desolazione, rassegnazione et supplica???"

NO.NON LI CAPISCO. NON LI VOGLIO CAPIRE...SIETE NEL PECCATO!

E così le cose non possono che precipitare nel limbo del nervosismo acuto che porta a straparlare e combinare casini svegliando mezza provincia per un paio di chiavi mai perse.

Intanto l'orologio scorre..TIC, TAC. TIC, TAC. TIC, TAC....

Damn!!!!!

mercoledì 23 maggio 2007

martedì 22 maggio 2007

do YOU remember when...???


Lunedì nel primo pomeriggio sono salita accaldata sulla littorina alla volta di Saluzzo.
Dopo qualche minuto il mezzo è partito ed ho preso ad osservar il panorama: conosco bene il tragitto fino a Torino, ma la vista sul trenino che mi riporta alle origini è differente.
Ovviamente campagne e poi, frutteti, frutteti, frutteti...
Tra la frutta sbuca ad un certo punto una casupola, là un po' lontana dai binari. Si vede appena...intonacata di un bianco slavato dal tempo, di evidente fattura primonovecentesca.

Quella è la casa dove è nata la mia nonna. Non l'ho mai visitata, ma la mamma me ne ha parlato e me la fece veder anni fa, proprio da quella stessa litto in cui stavo seduta.
Il percorso entrando nella City, devia leggermente permettendo di osservar il retro di un vecchio palazzone che presenta porte-finestre aperte su ampli balconi con lunghi corrimano, come nelle vecchie cascine. E in quell'attimo l' occhio è caduto su quella stanza vuota e quella sedia a dondolo abbandonata sul pavimento in marmo, ancora oscillante...per il vento? o ci stava seduto qualcuno?
I pensieri hanno cominciato a correre a ritroso, a quando ero una bimba di pochi anni, persa nelle campagne.
---
Quell'area era enorme. Una gigantesca aia circondata su due lati da magazzini in mattoni. In un paio, aperti verso l'esterno ci si giocava con le cugine.

Tutto l'altro lato era adibito a deposito per le macchine agricole che lo zio ritirava con cura. C'era anche il vecchio trattore del nonno. Ogni tanto ci facevano salire per fare un giro.
Gli altri due lati erano occupati dalla casa con annessa la stalla oramai in disuso e l'orto.
Nella stalla la nonna ci teneva poche cose, era l'ideale rifugio per le gatte o le cagne pronte al parto.
Dietro la casa la grande cisterna del gas, qualche pianta di fragole sublimi e il vecchio forno per fare il pane. Quello lo usava solo il nonno e, da quando era morto, ben prima che nascessi, nessuno lo toccava più.
Ricordo che la casa era davvero enorme ed addirittura tutta un' ala non veniva utilizzata...il grande salone che agli inizi del '900 era stato una scuola (dove il mio stesso nonnino era andato), apriva solo per ospitar i parenti sotto la festa di S.Giacomo. Si teneva i giorni del mio compleanno e dell'onomastico del fratellone.

Noi che già si andava tutti i giorni a trovar il parentado, godevamo dei giochi e della festa.
I premi per la partecipazione dei bimbi erano semplici: un aquilone, un paio di zoccoletti in legno, una bambola di pezza...Ma era festa vera.
Si correva per i prati, il grano dorato piegato dal vento....e le biciclettate!
E poi la sera la nonna faceva da mangiare per tutti sul tavolone in legno, scaldava l'acqua sul putagè e via con la pasta fatta in casa e le insalate appena colte.
***
Parlare la sera al fresco.
***
Se avevi sete, in cortile c'era la fontana che attingeva dal pozzo...E su e giù con il grande braccio in ferro per riempire le brocche di vetro scheggiato.
Una volta a settimana passava il furgoncino che vendeva gli alimenti. Si comprava la pasta, il sale , il caffè! La nonna prendeva anche qualche pastiglietta colorata in zucchero pressato che ci dava come contentino se ci eravamo comportati bene. Tirava fuori con mani incerte il borsellino con dentro pochi soldi e pagava con un sorriso il signore baffuto che ci salutava con calore quando se ne andava via.
Verso fine estate si vedevano le pannocchie accatastate e si preparava la conserva. Un gran calderone che odorava di spezie al centro del grande prato, fumava per qualche giorno.

Si facevano i salami.
Lo zio faceva il miele, depositato poi in grandi barattoli di vetro o plastica. Denso e dolcissimo. Le arnie stavano vicino a quel pino enorme, che oscillava paurosamente quando spirava il vento prima dei temporali.
***
In primavera con papà andavamo a raccogliere i papaveri ancora chiusi in mezzo al grano e cercavamo i boccioli bianchi tra l'immensità scarlatta di quei fiori.
***
Prendevo le bacche di sambuco e le schiacciavo tra le dita, macchiandomi i polpastrelli.


Era tutto colorato e pieno di calore.

In quell'epoca c'era sempre il sole.

giovedì 17 maggio 2007

spettacolo di fine anno (gulp!)


"Tutti i bambini sono degli artisti nati. Il difficile sta nel restarlo da grandi"
(Pablo Picasso)
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Finalmente la scuola è agli sgoccioli! Bambini e ragasuoli di tutto il mondo gioite, e godete delle ultime giornate a scaldar (letteralemtene) il banco.
Ma le grazie-e le disgrazie- non vengono mai sole.
Eh, già!
Perchè vorrai mica finire l'anno scolastico così, senza lasciare traccia alcuna di quel poco o molto che si è fatto durante i nove mesi!!!???!!!
E' tempo di saggi, spettacolini, teatrini, mimi, giocolerie di sorta. La fiera dei 'saltimbanchi dell'anima loro', per dirla, anche se un po' meno poeticamente, alla Palazzeschi.
Per dirla alla Calinto, oserei azzardare l'idea del gusto sado-masochisa che sta dietro a tutto questo.
Non parlo dei bimbi...loro sono innocenti (o quasi) giostrati e manipolati da orde di adulti che, giustamente, li espongono alle attenzioni parentali facendo scenette tenerine farcite di canti, fini coreografie, costumi semplici fatti con carta o quant'altro.
Parlo di coloro che dovrebbero stare sedutini, bravini, a salutare i figli dalle panche e fare filmati e scattare foto; gaudenti, con occhi sberluccicosi, che il loro pupillo saltelli o faccia qualsiasi cosa di vagamente artistico.
Perchè lasciar loro onori e gloria?
Perchè non limitarsi a dir: "sei stato bravo, sei l'orgoglio di mamma e papà"?!?
Perchè in questa società di grandifratelli anche la schiera dei genitori vuole la sua fettina di popolarità.
Lo spettacolo della scuola elementare volgeva nei migliori e soporiferi dei modi.
Canzoni, applausi, pausa cambio, canzoni, applausi, etc...
Oddio.
La partecipatio del pubblico imbellettato da prima comunione non era alle stelle( sfido io dopo che ti sorbisci per 5 anni i saggi, soprattutto se hai la fortuna di aver più di un marmocchio).
Sbuffi e tentativi di defilarsi senza pietà alcuna. Le maestre infingarde hanno macchinato il tutto per far in modo che gli allievi fossero costretti a rimaner sino alla fine , con gioia del parentado.
Ma fosse solo quello.
Come tradizione vuole- e qui tendo a giustificare l'abolizione di certe usanze- dopo i bimbi e l'esposizione al pubblico ludibrio delle insegnanti, si son fatti avanti i genitori.
Ogni commento sarebbe inutile.
Davvero.
Tre sono le frasi.
"Amor per l'orrido."
"Al cattivo gusto non si pone rimedio."
"Quando si tocca il fondo si può soltanto risalire"....(e sinceramente lo spero per loro)
*****
Capacità esperessive: 0
Capacità di sintesi: 0
Abilità comiche: 0
Partecipazione emotiva: 0
Senso del pudore: 0
Capacità di coinvolgimento del pubblico: sotto 0
Voto finale:Ø
Conclusione: cari bambini, coltivate le vostre passioni, fateci sorridere con la vostra spontaneità e simpatia....
MA, VI PREGO, AL PROSSIMO SPETTACOLO,
LEGATE I VOSTRI GENITORI ALLA SEDIA.

estate 1960


estratto da "Dall'Ellade a Bisanzio" di Alberto Arbasino.
Atene 1960. Abitudini culinarie.
Si può andarvi a mangiare di sera, per fare esperienza, nelle taverne piccoline. Tutte sui tetti o in fondo a un vicolo cieco, decorate con gabbiette di uccelli, affreschi di santi famosi per la crescita dei capelli, organetti da giostrine "foraines", un paio di mandolini e di piatti molto tipici per comitive greche ugualmente tipiche. Come cibo, 'pas fameux'.
Ma in tutti i posti dove la fame si è patita sul serio per secoli, più una persona è grassa e più la gente la trova bella: non solo nelle stive marittime, anche per strada basta seguire a pochi metri una signora o un giovanotto forestiero con chiappe prosperose, e gli urli di ammirazione sono collettivi. Come nelle celebri foto "di costume" del nostro profondo Sud, con le prime ragazze in bicicletta ai crocicchi dei maschi assatanati di ogni età. Qui però anche il culone maschile extra-large sebra tuttora fragorosamente apprezzato, mentre "slim" con i jeans 501 assolutamente no.
***
Zeus può (talvolta) perdonare, ma la prosa artistica MAI! ci si ammonisce fin dai profondi anni Trenta. Però tutti questi piatti omerici e socratici sono talmente grassi, unti, cicciolosi, pepati, speziati, drogati, fritti: un trionfo degli aromi e odori che anticamente costavano patrimoni, quando anche il sale era un lusso e gli ormoni no...Giusto il contrario dei fabbisogni sudaticci di un clima caldissimo, ancora più greve della nostra estate nazionale. Come si fa a trasporne le qualità e i caratteri in una scrittura arcadica o ermetica equivalente? Si tratta poi sempre in realtà di spezzatini, involtini, fagottini, polpette, cioè quel genere di pietanze 'accomodate' che utilizzano avanzi tritati di "altro" quando il filetto manca e la fesa non c'è. Gli 'uccelli scappati' si diceva nelle campagne, quando in mancanza (appunto) di uccelletti commestibili si cucinava 'quel poco che c'è in casa'
La leccornia più vantata dagli osti sarebbe il medesimo spezzatino, avvolto però in foglie di vite. Ne sono ghiottissimi; ma non si tratta di una vite speciale, sembra la stessa cosa che andare in una vigna a Frascati, staccare una foglia senza verderame, e mangiarla così com'è.

martedì 15 maggio 2007

"Il pitocco"(III): Cuore di pane

Che sorpresa quando in una notte d'ottobre, spanciata sul divano e assolutamente rimbambita dalla grappa cinese, osservai ilare, con l'amico Frizzzz, le prodezze del caro Edward.
Lui era uomo? o macchina?o fantasma? o fantasia dell'abisso mentale?
Bah.
Ma era buono, perchè aveva il Cuore di Pane!

....e il Cuore di Pane non mente mai!...

lunedì 14 maggio 2007

Cineforum? sì, grazie!



...E la pellicola scorre con leggero ronzio...
Inizia!
!E' MAGIA!




Marlene Dietrich....
style.











Buster Keaton...
esilarante.










"Cabiria"(1914)...

affascinante.







"M il mostro di Dusseldorf"(1931)...
inquietante.










"Nosferatu"(1922)...
terrificante.










sensazioni diverse. bello. bello. bello!
(la foto di Gianni non l'ho trovata)

sabato 12 maggio 2007

tavole di legno

Dionisiaco ed Apollineo sono i due impulsi dell’anima greca; ma mentre il dionisiaco è una sorta di forza vitale, di divenire caotico, che permea la nostra stessa realtà, l’apollineo è il principio della forma che cerca di razionalizzare e dare ordine al divenire. Il mondo è pervaso dall’alternanza di questi opposti Apollo e Dioniso e conseguentemente caos-forma, divenire – stasi e guerra e pace. Dove con guerra si intende distruzione di ordine, impulso incontrollato e per pace contrariamente creazione di ordine, sistematicità.....

Per Nietzsche occorre rompere con la tradizione passata che tendeva a trasporre il mondo vero in un mondo altro, pacifico, ordinato, perfetto, occorre fare il salto, la scelta di vivere in questo mondo, in questa realtà, senza dover fuggire per timore del caos dionisiaco che lo permea ma con la volontà di vivere a pieno in essa diventando da uomini superuomini capaci di accettarne le contraddizioni presenti.
La caratteristica basilare dell’oltreuomo nietzschano è la volontà di potenza, essa è il modo di essere stesso del superuomo, egli si fa libertà creatrice, e dal momento che l’oltre uomo, proprio perché oltre, ha superato i vincoli religiosi e metafisici che caratterizzano l’uomo normale, allora può finalmente costruire da sè la propria esistenza, ordinare autonomamente la caoticità del mondo, sentendosi così soltanto realmente libero; l’oltre uomo non rimanda ad una realtà altra il senso dell’esistenza che non può essere trovato se non nel mondo in cui vive. Il superuomo è colui che non accetta verità ma crea "verità" nella consapevolezza che essa implica la presenza dell'errore.

Nietzsche spiega come la volontà di potenza abbia bisogno dello scontro e come il superuomo si definisca e si rafforzi attraverso il contrasto, che è il senso della vita, per sussistere e per accrescersi. Si formerà quindi secondo Nietzsche una razza più forte che a partire da questo presupposto "detrarrà" forze da una società sempre più massificata e livellata. Tanto più si compirà velocemente il processo di livellamento tanto più facilmente potrà aprirsi "l’abisso" che consentirà l’emergere di "una razza più forte" si originerà una razza superiore con un sovrappiù di forze che eserciterà rispetto alla moltitudine livellata il pathos della distanza.

*****

No.
Non in questa realtà.

E' tempo di smettere di filosofeggiar, per quanto stimolante et interessante. E' ora di viverla la vita e sbatterci la faccia contro e prendersi le proprie responsabilità, che ci piacciano o meno.
Con gli eventi, certi, bisogna scenderci a patti.
L'uomo che vive in fino in fondo tutte le contraddizioni come se fossero cosa ovvia, non può esser un uomo inserito in un contesto sociale e, secondo me, non godrà mai di un attimo di felicità, poichè tutto è concesso e nulla è conquistato.

Te lo domandi, ed infatti ne esci sconfitto ed irrequieto.

Lo sai. All'ideale si può tendere, ma non lo si raggiunge mai.

*******

Corri, ridi e godi di quello che hai.
Poniti meno quesiti se questi hanno la parvenza di esser inutili: ti conducono solo alla confusione.
Il troppo ragionare ti fa perdere il bello che hai davanti agli occhi.

venerdì 11 maggio 2007

ChiMiSMi LiRIci


"Sono spaesato, dovunque e sempre. E' il mio stato."



Stato confusionario quando guardo l'immensità del luogo che ospita la Fiera da me più attesa nell'anno solare.
Anni di frequentazione e perenne bocca aperta di fronte alla disposizione degli spazi divisi da fittizie pareti di plastica, codici numerici, settori, colori, gazebi.


Stupore di fronte al fatto che, qualcuno, oltre a te, prova ancora vivo interesse per la carta stampata.
Lieve malessere et inadeguatezza comprendendo che non potrai mai posseder tutto quel sapere e, se anche lo avessi, forse non basterebbe.


Quest'anno mi son sentita un po' meno imbranata. Ho passeggiato con calma, in chiacchiere e sottili osservazioni ammirando gli stands nel loro completo "essere" luoghi di fruizione culturale.
Anche quest'anno ho dato il mio contributo alle solite case editrici dedicandomi all'acquisto di libelli di un certo spessore.
Piena di consapevolezza delle ore liete che mi regaleranno, mi crogiolo nell'idea che già solo l'annusatio dei suddetti sarà fonte di trepidante gioia.
I libri stampati di fresco mi fanno impazzire. Hanno profumi di inchiostro e di carta nuova, pulita e appena lavorata. Adoro le impostazioni esenziali in copertina, le scelte fotografiche minimaliste, i colori d'impatto.
Mi piace toccare la superficie, soppesare i volumi, valutarne i contenuti, sfogliare....
"Leggere buona letteratura è divertirsi, certo; ma, anche, imparare, nel modo diretto e intenso che è quello dell'esperienza vissuta attraverso le opere di finzione, cosa e come siamo, nella nostra interezza umana."

mercoledì 9 maggio 2007

il dio Nettuno



Mi abbandono alle calde delizie del dio Nettuno...
Il suo nettare nero come la notte, profondo come l'abisso da cui proviene.

Il rito del mattino...l'attesa.
L'acqua si riscalda, passeggio intorno al tavolo con le mani pronte ad aprire il sacchettino in carta bianca dalla superficie delicata.
Srotolo lentamente l'estremità ripiegata su se stessa.



E d'improvviso sale alle nari l'aroma forte e deciso del chicco tostato con cura e sapientemente macinato.

INEBRIANTE.

Le sinapsi ripartono assaporando ciò che scorrerà sulla lingua.

Stimoli di piacere all'idea di poggiar le labbra sull'agognata tazzina tiepida di sapori.

L'abbandono lascivo sulla sedia fuori al sole, ad osservar piccoli insetti che ronzano lenti sull'erba tagliata di fresco.

E l'aria si riempie di quel profumo che lascia scia intorno ai vestiti; di vapore che, leggero, sale verso l'alto e gioca come un velo che piano si dissolve.

Il tintinnare del metallo sul bordo del piattino. Sorsate sottili cariche di gusto e solenne pienezza.

Magari una musica di sottofondo. Magari il biscotto amico. Magari la lieve tensione delle dita che sorreggono sinuose una sigaretta appena accesa.

Tutto si consuma in pochi minuti, pulsanti di immenso godimento casereccio. Rimane strascico dei sapori, degli odori che si mescolano e infine svaniscono senza lasciare traccia alcuna.

tribute to Marguerite

In my garden and somewhere in my small town....

FLOWERS














(photos by Calinto)